Origine

Dicono che l’indistruttibilità sia la sua più importante qualità: “indomabile” è infatti la traduzione della parola greca “adàamanta”, termine composto dalla “a” privativa e dal verbo “damac”,ossia, “domare”. Impossibile da lavorare, scalfire o distruggere: per queste ragioni, essere padroni di una tale materia conferiva lustro e potere al suo possessore.

Riferimenti certi ai diamanti li troviamo in India poco prima del 500 a.C. in opere buddiste che descrivono la pietra come molto nota e preziosa. 
Tuttavia, la scoperta più importante è quella avvenuta in Sudafrica, a partire dal 1867 nei camini dei vulcani spenti: è lì che sono stati rivenuti i primi diamanti, precisamente nella città di Kimberley (da cui prende il nome la roccia madre dei diamanti, la kimberlite). Grazie a questa rivelazione, il Sudafrica diviene il più importante centro di estrazione di diamanti a livello mondiale, eclissando l’India.

Per secoli i diamanti sono stati utilizzati nel loro aspetto naturale. Fu in Italia, precisamente a Venezia, che per valorizzare la bellezza nascosta della pietra furono messe a punto tecniche di taglio e lucidatura che fecero diventare il diamante l’oggetto di lusso più desiderato.